I miei allenatori preferiti dall' '80 al '90: Vujadin Boskov
- misterdartagnan

- 30 set 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Rigore è quando arbitro fischia
Testa di calciatore buona solo per portare cappello
Se sciolgo mio cane lui giocare come Perdomo
Io non detto che Perdomo giocare come mio cane io avere detto che Perdomo può giocare al massimo contro mio cane
Partita durare finché arbitro non fischia
Gullit corre come cervo che esce di foresta
Lombardo è come Pendolino che esce dalla galleria
Questa partita la possiamo vincere, perdere o pareggiare
Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori
Meglio perdere una partita 6-0, che sei partite 1-0
Basterebbe solo questo per far conoscere a chi non lo dovesse conoscere,questo GRANDE Allenatore serbo nonché Uomo d'altri tempi. Ci ha lasciati nel 2014 a 82 anni. Da calciatore ebbe una carriera da centrocampista di costruzione,come mediano o mezzala. Da allenatore il suo schema preferito era il 4-4-2. Sedette in diverse panchine prestigiose,a volte anche nel ruolo di DT; si ricordano quelle del Feyenord,Real Saragozza,Real Madrid,in Italia nella Sampdoria,Ascoli,Roma,Napoli e Perugia.Poi anche nella nazionale della Jugoslavia. Anche se iniziò ad allenare nella squadra del suo Paese,il Vojvodina,portandola a vincere il campionato per la prima volta nella sua storia. Saltando le esperienze avute nei Paesi Bassi e in Spagna,noi lo conosciamo più per quelle avute in Italia. Fu anche docente della scuola per allenatori di Coverciano,sotto la regia di Italo Allodi. Fondamentalmente lo si ricorda per aver fatto esordire F.Totti alla Roma,appena sedicenne e per lo Scudetto,una Coppa Coppe,due Coppe Italia,una Supercoppa italiana e una finale di Champions conquistati in Liguria,sponda Sampdoria. Era la Samp di Mancini e Vialli,ma non solo,vi erano Vierchowood e Mannini, Pari e Katanec, Cerezo e Lombardo. Era un gruppo molto unito, che faceva pure la formazione, disse qualcuno. Boskov ci rideva su: «Noi squadra democratica, tutti possono parlare, poi decido io. Allenatore io vedo come maestro di scuola, mai come dictatore, o poeta, o fratello. Allenatore deve avere intelligenza fredda, una volta picchiavi pugno su tavolo e iocatori tutti zitti, adesso no. In Italia perde solo allenatore e solo iocatori vincono. Se Mancini sbaglia rigore è colpa mia che dovevo farlo tirare a Vialli, e viceversa. In Germania, in Inghilterra, se iocatore sbaglia rigore è colpa sua».

Giusto per rincarare la dose: «Di chi colpa? Di Pagliuca?», altro suo tormentone. Non gli piaceva la zona. «Fatta solo una volta, al Real. Annulla responsabilità personale, prendi gol e non sai di chi è colpa. E non è vero che la zona crea spettacolo. Se una squadra di brocchi gioca a zona, che spettacolo è ? Lo spettacolo lo fanno grandi iocatori: Maradona, Vialli, Van Basten. E Samp spesso fa spettacolo e non ioca a zona». Non gli piaceva Savicevic: «Con pallone tra piedi è Sivori, appena lo perde diventa spettatore non pagante». Fu Boskov,come anticipato,a lanciare Totti in serie A, a Brescia,su consiglio anche di Sinisa Mihajlovic che lo vide in allenamento con le giovanili. Da tener ben presente una cosa;dopo aver vinto un campionato e aver raggiunto una finale di Coppa dei Campioni con il Real Madrid ( e non con pizza e fichi !! ), l'allenatore jugoslavo approda in Italia sulla panchina dell'Ascoli,presieduto da Costantino Rozzi,subentrando a Carletto Mazzone. Era il 1984. Non riesce ad evitare la retrocessione del club delle cento torri,ma comincia a farsi conoscere nel calcio italiano.

Il resto E' STORIA !!





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