POWERCHAIR FOOTBALL:come stanno le cose in Italia ?!
- misterdartagnan

- 28 apr 2020
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 31 ott 2020

Dopo un tempo sufficientemente lungo,passato in silenzio,a leggere,osservare,attendere e a rispondere alle email e telefonate di chi mi contattava per sapere...e dopo essermi messo a guardare fin dove si sarebbero potuti spingere, "loro signori ",ho deciso oggi,in periodo di quarantena,di scrivere questo articolo/post,nel mio Blog,affinché possa portare a conoscenza gli sportivi,in ambito disabili e non, di come stanno realmente i fatti,raccontandoli una volta per tutte. Come recita il proverbio,sarebbe anche ora di dare a Cesare quel che è di Cesare,e sopratutto,invitare certa stampa fatta di "giornalai" azzerbinati,nonché le istituzioni coinvolte,di assumere un comportamento etico,deontologico,professionale e morale corretto,verso il sottoscritto e a chi lo ha accompagnato in questa lunga avventura,per il lavoro svolto,dal 2010 al 2019. In fin dei conti è una questione di rispetto e professionalità !!! Adesso cerco di spiegare i fatti,gli antefatti e i misfatti,affinché il tutto risulti il più chiaro e lineare possibile da comprendere per voi che leggete. Poi,sarete liberi di trarre le vostre conclusioni. Tutto ebbe inizio nel 2010,da una curiosità tutta personale,domandarmi se vi fosse una forma calcistica per tutti quei disabili costretti a stare seduti sopra di una carrozzina elettrica,che giornalmente incontravo girando per Porto Potenza Picena,in provincia di Macerata,dove ho vissuto dal 2002 al 2010 e dove da 2 anni vi ho fatto ritorno. Ricordo che ero fermo ad un semaforo,dentro la mia auto,in attesa del verde. E mi attraversò davanti un ragazzo in carrozzina. Lì,in quell'attimo esatto,mi venne spontaneo domandarmelo. Volevo fare qualcosa per loro. Sapevo cosa,farli giocare a calcio,ma non sapevo come.
Fatte le dovute ricerche su internet,arrivai al sito della Fipfa ( Federation International Powerchair Association ),Federazione che regolamenta e tutela questo sport a livello Mondiale.
Considerando che di professione sono un allenatore di calcio professionista,partecipare al primo corso disponibile,per allenatori di Powerchair non è stato un grosso problema.
L'unico ostacolo,la distanza.
Infatti sarei dovuto andare a Parigi.
Detto fatto.Mi organizzai e partii a mie spese. Pensando: " oggi investo,poi un un giorno... ".
Ritornai dopo un week end con un bagaglio culturale - sportivo molto più ampio di quanto avessi prima di partire.
Molti i sogni e altrettanto i progetti,parecchi i dubbi.
Poche,pochissime le certezze.
L'unica era quella di voler portare il Powerchair Football in Italia e un giorno farlo riconoscere dal Cip ( Comitato Italiano Paralimpico ).
Mi misi al lavoro,presentando da lì a poco,un progetto ad un importante istituto riabilitativo sito proprio a Porto Potenza Picena.
Poche settimane dopo,me lo vidi accogliere con grande interesse.
Ebbe inizio l'avventura con grande entusiasmo da parte mia,dei pazienti e del personale/dirigente dell'Istituto stesso.
Il progetto durò da Gennaio a Maggio 2011,poi rinnovato per i successivi 4 anni.
Nel mentre,lavoravo per esportarlo anche fuori dalle Marche,sviluppando quindi un gran lavoro di promozione,pubblicità,passaparola,informazione presso altri Centri,Onlus,Associazioni,Enti,Famiglie,il tutto in forma "artigianale" attraverso i miei canali social e il mio sito.
Quindi iniziarono gli allenamenti anche presso le Associazioni che mi contattavano da ogni parte d'Italia.
Al contempo però avevo sempre l'obiettivo di arrivare a farlo riconoscere dal Cip,ma non sapevo come arrivare a loro,in quanto alle email da me inviate,nessuno mai rispondeva. Un giorno che ero a Coverciano per un corso di aggiornamento,mi venne in mente di parlarne al mio Presidente Aiac,R.Ulivieri ( lo ricorderete come ex allenatore di Bologna,Samp,Modena,Napoli,ecc. ),il quale,dopo avergli illustrato il progetto,rimase colpito in positivo. Chiedendogli dei consigli,lui stesso mi mandò poi da L.Pancalli ( Cip ). Tempo qualche giorno e venni subito ricevuto a Roma dal Presidente. Non feci riferimento alle email inviate e a cui nessuno mai rispose. Lì per lì non mi sembrava nemmeno carina la cosa. Ma ebbi un flash e mi ricordai che lui stesso quand'era Assessore allo Sport e alle attività per disabili al Comune di Roma,probabilmente nell'aver visto/letto ciò che stavo facendo,mi mandò una email di congratulazioni dall'indirizzo istituzionale. Esposi anche a lui il progetto,in questo incontro,di circa 20',avuto nella sede di viale Flaminia 830. Ci lasciammo con l'accordo che mi avrebbe ricontattato da lì a qualche settimana. Invece,passarono dei mesi,molte email,telefonate,lunghe attese,dovute alla snervante burocrazia italiana,fin quando arrivarono le prime risposte e i primi appuntamenti a Roma.
Appuntamenti che sembravano dovessero servire a sviluppare l'attività,come avrei voluto e pensato,facendo riferimento a ciò che le altre nazioni stavano facendo,rispettando le linee guida impartite dalla Fipfa stessa e sopratutto per ottenere il riconoscimento tanto atteso,da parte del Cip. Da tener presente che il riferimento ufficiale in Italia,per la Fipfa ero io,il quale avendo partecipato nel 2010 al workshop tecnico,e dimostrato loro la mia vera intenzione a portare questo sport in Italia,nutrivo di forte stima. Che intatta negli anni è rimasta. In un incontro,Pancalli,mi fece conoscere il Presidente ed il Segretario della Fiwh,Sig.ri Spinelli e Rodo,i quali sembravano interessati a voler accogliere questa disciplina nella loro Federazione. Molte le info,le curiosità e le domande a me poste. Avevo intuito la loro invidia,gelosia e perplessità in quanto non si capacitavano di come un "semplice" allenatore,appassionato potesse aver scoperto e portato in Italia,questa disciplina,di cui tutti loro,non ne conoscevano l'esistenza e la vera potenzialità. Ci lasciammo con l'accordo di risentirci e rivederci,con l'obiettivo di iniziare insieme i lavori,se non dopo aver sbrigato,( loro ),tutte le pratiche burocratiche federali,per ottenere e regolarizzare il tanto atteso riconoscimento nazionale. Passarono altri mesi,parecchi,tipo 4-5 in cui nel mentre io chiamavo,scrivevo,cercando info,delucidazioni a cui venivo prontamente tranquillizzato con risposte,del tipo,che una volta c'era in programma una riunione nazionale,un altra volta votazioni rinnovo cariche o modifiche statuto e così via. Fin quando mi arrivò la doccia gelata. All'ennesima email,del 24/09/2016,inviata a Spinelli,lui mi rispose,due gg.dopo,con testuali parole; " l'attuale consiglio federale,non vede di buon occhio il riconoscimento della tua disciplina",smarcandosi poi con una promessa di risentire di nuovo il Cip. ( Ricordatevi di questo passaggio perché gira tutto intorno ad esso ) "Mia disciplina" ?!?! Ma che scrive ?! Magari fosse stata di mia proprietà. A quest'ora sì che qualcuno avrebbe pianto davanti ai diritti d'autore o uffici brevetti. Scrivere queste castronerie,capita a persone che sono portate a ragionare con l' " Io " e non con il "Noi". Quando invece nello Sport,in primis in quello di squadra,il "Noi" dev'essere l'unico modo di pensare. Fatto sta che da lì in poi Spinelli e la Federazione da lui presieduta,spariscono,uscendo dai giochi ( si fa per dire ). Tutto da rifare quindi !!! Come dicevo,il lavoro è stato duro,durissimo e con attese lunghe e snervanti.
Per di più in questo lungo cammino,spesso,ho incontrato gente poco professionale e disonesta,quasi ad aspettare che mollassi l' "osso " nonché pronti a prendersi i meriti,salendo sul carro dei vincitori. Adoperando i così detti giochi politici all'italiana.
E invece mi davano ancor più carica.
Per questo li ringrazierò a vita !!!
La "svolta" o questo credevo,ci fù a Marzo 2017,quando il Cip mi comunicò di aver accolto la mia richiesta,vale a dire quella di riconoscere questo sport a livello nazionale,
comunicandomi con l'occasione anche il nome della Federazione che si era resa disponibile ad accogliere il Powerchair Football.
La Fispes presieduta dal Presidente S.Porru.
Il sogno si era realizzato !!!
Pensavo e penso che giocare a calcio è il sogno di ogni bambino che poi diventa adulto.
Se oggi,questo dicevo,anche loro lo possono praticare questo sport,per me e per chi mi è sta vicino,è motivo di orgoglio,soddisfazione e successo.
Certamente tutto questo rappresenta un punto di partenza e non di arrivo.
Il lavoro da sviluppare sarà moltissimo. ...mi dicevo.
E poi pensavo,orgogliosamente: ma volete mettere avere "dietro" il Cip e la Fispes ?!
Da subito la Fispes mi comunica la nomina a Responsabile Tecnico Nazionale per la disciplina del Powerchair Football.
Nel progetto vi era compreso l’organizzazione di corsi per diventare allenatori,arbitri e classificatori,organizzazione di eventi,tornei,manifestazioni per avvicinare il più possibile nuovi giocatori e società a quelli già in organico.
L' obiettivo era sopratutto quello di affiliare più società sportive,per poter dare inizio al primo campionato italiano,ma anche di creare la Rappresentativa Nazionale,per eventi nazionali/internazionali.
E invece ?!
Non si realizzò nulla di tutto quello elencato in precedenza,
se non alcuni incontri che erano stati messi in stand-by da me prim'ancora dell'avvento del Cip e Federazione annessa.
( Torre del Greco,Marconia di Pisticci,Lignano Sabbiadoro )
Senza considerare che molte delle società/giocatori che si erano avvicinate/i a questo sport,tramite me,così come molte testate giornalistiche e TV private,che mi richiedevano
interviste e servizi,sparirono dalla scena,chi per essersi stufati di attendere,e chi invece,
Stampa/TV,per essersi azzerbinati,facendo in modo di non parlare né divulgare troppo questa disciplina.
Si arriva così all'unico evento creato a Roma,dalla Fispes,nel Giugno 2018,dopo varie insistenti richieste da parte mia e dopo ben due rinvii da parte loro.
All'evento parteciparono le tre società in quel momento affiliate con Fispes per questa disciplina.
Ma,sorpresa delle sorprese,chi vi era presente ?!
Il Segretario Fiwh Sig.Rodo,per via della voce che già stava girando,seppur in via ufficiosa,che la Federazione da lui rappresentata in riunione,avrebbe da li a poco
accettato di accogliere il Powerchair Football,dalla Fispes.
Azzzzzzzzz.....un ripensamento in piena regola,dopo anni.
Il che ci poteva anche stare se fosse stato fatto tutto in buona fede.
Inoltre,durante la riunione lo stesso Rodo disse che bisognava lasciare le gelosie alle spalle e ammise la paura che questo sport emergente potesse in qualche modo dare fastidio alla crescita dell'hockey in carrozzina,decidendo così di non accoglierlo all'interno della Federazione,anni prima.
Non credetti alle mie orecchie e me lo feci ripetere due volte !!!
Ci lasciammo a quell'incontro,sia con Rodo che con Porru,che non appena il passaggio sarebbe stato ufficializzato,ci saremmo rimessi a tavolino,perché comunque la mia collaborazione,a detta loro era ritenuta importante.
A parole...
Dopo quella riunione di Roma,Rodo non lo sentii più,e in pratica Fispes non organizzò più nulla,se non la distribuzione delle paratie alle società affiliate.
Il nominativo della ditta,sita in Potenza Picena,vicino casa mia,che costruiva le paratie,lo fornii io,rimanendo volontariamente al di fuori da quello che erano i loro accordi successivi.
Pur sapendo che il prezzo di costruzione,a livello nazionale/internazionale,era davvero unico e competitivo.
Lo sapevo perché lo avevo trattato quando ancora mi muovevo in autonomia.
Con l'avvento di Fispes,riuscii a far ottenere alla Federazione un prezzo ancor migliore con tempi di fornitura ancor più rapidi.
Passano i mesi,nel frattempo la voce che la disciplina potesse "passare di mano" si fa sempre più insistente,fin quando viene ufficializzata a Dicembre 2020.
Nel mentre,non solo non vengo più coinvolto,chiamato,sentito,dalla Fispes,ma anche dalle società che invece mesi prima lo facevano.
Era stata volutamente fatta terra bruciata intorno alla mia persona.
Quanto da me sospettato anni prima,si era materializzato nel loro comportamento,
e cioè,come a volermi dire;
"ci hai portato questo sport,noi ora ce lo prendiamo,non ti riconosciamo nulla per il lavoro svolto fino a questo momento e per gli investimenti da te fatti in precedenza.
Adesso ti mettiamo da parte ".
E cosa ancora più maleducata,e qui verte tutto il discorso e il motivo di questo scritto,
non mi hanno ne mai ringraziato ( ingrati ),ne mai menzionato sui loro siti,post,interviste o servizi inerenti questa disciplina,facendosi passare come coloro che hanno portato in Italia tale disciplina,quando invece i fatti sono ben diversi.
Concludo quindi col rivolgere a questi signori,i miei più sentiti complimenti per la correttezza e l'onestà intellettuale dimostratami.
Questo post ( ma ci sarebbe ancora molto altro da scrivere ),lo dovevo a tutti coloro che mi conoscono e mi hanno conosciuto per via di questo progetto e che magari indotti, non da me,a pensare chissà cosa,sul mio operato passato.
Che sia ben chiara una cosa; io sono un professionista,non sono un servo azzerbinato a nessuno,sono una persona libera e scevra da ogni vincolo e fornita di onestà intellettuale come pochi.
IO.





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