I miei allenatori preferiti dal '70 all'80: Sor Carletto,Sor Magara
- misterdartagnan

- 18 ago 2021
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 18 ago 2021

Per dirla alla Ezio Greggio: " è lui o non è lui ?! Ceeeerto che è lui !! " Mister Carlo Mazzone,romano,del '37,ma marchigiano di adozione. Come Gigi Radice anche lui ebbe una carriera da giocatore breve,anzi forse più breve e interrotta ugualmente per un grave infortunio. A quei tempi era così purtroppo. Iniziò ad allenare subito,nell'allora Del Duca Ascoli il cui Presidente era il compianto Costantino Rozzi. Fiducia pienamente ripagata,infatti conquistò due promozioni in tre anni, portando la squadra dalla C alla A. L'anno successivo ottenne la prima salvezza in A.Sarà la prima di una lunga serie. "Io non ho avuto maestri, - sottolinea in un'intervista ad 'Avvenire' del 2017 - la mia maestra è stata la sfortuna che mi ha troncato la carriera di calciatore dell’Ascoli. In un derby Ascoli e Sambenedettese mi sono fratturato la tibia in un contrasto, perché non portavo i parastinchi. Ho dovuto cambiare mestiere restando nel mondo che amavo. Il male fisico mi ha insegnato tanto, da uomo e da calciatore. Ma nella sfortuna la mia fortuna fu Costantino Rozzi. Il presidente era un uomo meraviglioso, esuberante, intelligente e buono, che fermò la mia disperazione dicendo: 'Carlo, non ti preoccupare, guarito o no starai sempre con me'. Io, la mia famiglia, i miei figli e i miei nipoti gli saremo sempre grati". Successivamente passa alla Fiorentina,dove allenerà e darà la fascia di capitano ad un giovanissimo e promettente ventenne; Giancarlo Antognoni. Conquista il 3° posto in campionato e l'accesso alla Coppa Uefa !! Ma l'anno successivo incappa nell'esonero con i gigliati. Riparte dal Catanzaro,conquistando la salvazza e diventa per tutti il "Sor Magara ". Come e perché ?! In pratica alla vigilia di una difficile sfida contro la Juventus, il giornalista romano, Alberto Marchesi, suo amico, inviato del 'Corriere dello Sport', va in Calabria ad osservare gli allenamenti delle Aquile del Sud.
"Carlo, la tua squadra va proprio forte, ma sai che la Juve la potete mettere in difficoltà?", gli dice. E Mazzone risponde laconico: "Speriamo di riuscirci. Magari!".
Marchesi in seguito osserva anche un secondo allenamento, quello del Venerdi, e resta ancora più sorpreso dalla squadra di Palanca e Orazi. Così torna ancora da Mazzone e gli dice:
"Ma sai che siete proprio bravi. Secondo me con la Juve potete pure vincere". A Carletto parte la battuta: "Magara!". "Magara - spiegherà - in romano significa 'magari', ma un 'magari' che dici di fronte ad una prospettiva davvero bella". La stagione successiva però lascia il Catanzaro anticipatamente,tornando al suo primo amore,l'Ascoli,che salva per 4 stagioni consecutive !!! Poi un amaro esonero. Seguiranno,Bologna in B,con cui non riesce a salire in A,Lecce un 3° posto e un 2° posto l'anno seguente che gli da la Serie A. Seguirà una breve parentesi al Pescara e la chiamata del Cagliari che lo porterà in Europa dopo 21 anni; Coppa Uefa. In rosa non c'era più Fonseca,ma c'era comunque un campione del calibro di Francescoli. Questo exploit gli vale la chiamata di Franco Sensi alla Roma. La sua Roma. Con lei conquista un 7° e due 5° posti. Lancia nel calcio che conta un certo Francesco Totti. Quando lo vidi per la prima volta - ricorda Mazzone in un'intervista a 'gianlucadimarzio.com' - non sapevo nemmeno chi era ma feci in fretta a notarlo. ‘Ma chi è?’, chiesi al mio staff. ‘Mister, un certo Totti’. ‘Mannaggia! Questo ci fa prima divertire e poi vincere’, esclamai. Entrammo subito in sintonia e cercai di farlo integrare più rapidamente possibile anche chiedendogli semplicemente 'Come va? Come stai? Salutami la famiglia ogni giorno”.
"Pensavo tra me e me: ‘Questo sa giocà, ma bene bene! C’abbiamo avuto na fortuna… Ma non diciamogli niente, lasciamolo tranquillo che nun se sa mai’. Aveva una tecnica ed una rapidità di pensiero fuori dal comune già a quell’età. Più che altro, cercavo di essere spiritoso ed usare anche terminologie simpatiche con lui. ‘Bravo Francè, bello. Se il pallone fosse un giovanotto apprezzerebbe enormemente la tua delicatezza nel toccarlo’. Secondo me lui e il pallone si stavano simpatici a vicenda".

Negli anni successivi ci sarà il ritorno al Cagliari,poi il flop al Napoli,quindi ritorno al Bologna poi Fiorentina,Perugia ( ricordate la partita contro la Juventus nella "piscina" del R.Curi,arbitrata da Collina ?! ). Quindi al Brescia in cui ha modo di allenare Roberto Baggio e Pep Guardiola. Del Divin Codino dice: Baggio è stato uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. Ma è stato più grande come uomo. Sì, lo posso dire: l’uomo supera il giocatore...". E ancora: "Che cosa ha rappresentato Baggio nella mia carriera? Mi ha reso bello il finale. Sono stato un allenatore fortunato: vivere il tramonto della mia professione con lui è stata una magnifica esperienza. Gestire Robi è stata una passeggiata. Era silenzioso, educato, rispettoso, umile. Non ha mai fatto pesare la sua grandezza. Era un amico che mi faceva vincere la domenica..." Con le ro0ndinelle cogli un 8°,13° e 9° posto. Ebbe l'intuizione di spostare A.Pirlo nel ruolo di regista,come fece già con il "Principe" Giannini alla Roma. Nella storia è rimasta anche la sua corsa sotto la Curva dell'Atalanta, il 30 settembre 2001, che gli costerà 5 giornate di squalifica. Il Brescia sta perdendo 3-1 contro gli storici rivali, Mazzone è bersagliato dai cori degli ultras orobici che offendono lui e la sua famiglia. Dopo il momentaneo 3-2, il tecnico pregusta il colpo grosso: "Se famo er tre pari vado sotto la curva dell’Atalanta".
Baggio alla fine pareggia i conti e Carletto, incontenibile, festeggia di corsa sotto la curva dei rivali. Un’immagine che i tifosi del Brescia difficilmente dimenticheranno. Uno sfogo istintivo di cui presto si pentirà, rendendosi conto che un allenatore deve essere un esempio: "Quello non ero io, - dirà - ma il mio gemello".

Dopo Brescia, torna ancora al Bologna, con cui nel 2004/05 arriva la retrocessione in Serie B dopo lo spareggio salvezza con il Parma. L'ultima impresa la fa alla guida del Livorno. Nel 2005/06, subentrato in corsa a Donadoni, Sor Magara conduce i toscani in Coppa UEFA, chiudendo la stagione al 6° posto. L'ennesima 'prodezza' di un allenatore leggendario, amato tantissimo dai campioni che ha allenato. Livorno sancisce la chiusura della carriera da allenatore. Personalmente ho avuto il piacere di conoscerlo e di essere stato suo allievo in occasione di un clinic tecnico organizzato dalla sezione Aiac di Ascoli Piceno,nel 2007.






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